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Predicare Local e razzolare McCultura

febbraio 4, 2010

La recente notizia dell’endorsement del guardasigilli per le politiche agricole al lancio di panini “Made in Italy” da parte del colosso del fast-food McDonald’s ha fomentato il dibattito e lo scambio di opinioni di moltissimi italiani, soprattutto nella blogosfera. Un tam tam che si è acceso ancora di più con la lettera scritta sulle pagine del Guardian dal critico gastronomico Matthew Fort e la conseguente reazione (alquanto permalosa) del ministro Luca Zaia.

Non è mia intenzione soffermarmi sulla critica della presunta mossa di marketing del ministero, una campagna che non condivido per nulla in quanto ritengo ci siano altri modi (e altri soggetti più idonei al patrocinio) per sostenere e incentivare l’esportazione di prodotti italiani all’estero.

Vorrei pertanto fare un paio di considerazioni, una di carattere politico, l’altra di carattere sociale.

In questi mesi abbiamo tutti imparato a conoscere il ministro del Carroccio e le sue battaglie in difesa delle tradizioni alimentari, della tracciabilità ed etichettatura del nostro cibo, delle sue filippiche contro gli OGM e i tanto vituperati “menù etnici”. Per evitare il “tradimento” con questo sposalizio non proprio tutto italiano, la dialettica di Zaia si è incentrata sul capovolgimento di ruolo dei due protagonisti della storia. E così frasi come “I contadini invadono McDonald’s” o “La qualità come diritto di tutti e non lusso per pochi” diventano metaforicamente il Davide tricolore che lancia le sue pietre sane e genuine contro il Golia a stelle e strisce, salvando l’economia traballante del settore agroalimentare italico.

Ammettiamo pure che le sue parole siano in buona fede e gli intenti non siano strumentali. Ma siamo proprio sicuri che i prodotti siano italiani al 100%? Forse Zaia non sa che il Parmigiano Reggiano DOP viene prodotto da vacche che mangiano in parte soia transgenica nei loro foraggi, così come purtroppo la maggior parte degli animali da allevamento. Forse Zaia si è dimenticato che il principale fornitore di carne della McDonald’s è stato condannato in primo grado per aver venduto carne italiana quando in realtà proveniva dall’estero, o che sia stato coinvolto in scandali alimentari alquanto preoccupanti (vedere l’inchiesta di Report “Il Re della Bistecca” per credere!). Quali sono le vere priorità? Prima di sponsorizzare una multinazionale così controversa non sarebbe forse il caso di darsi da fare per rivedere le politiche agricole del nostro Paese cercando di renderle sostenibili davvero, e fare più pressione sull’Unione Europea per dare maggiore tutela ai nostri prodotti tipici, come i leghisti (a cui va dato merito) hanno finora fatto in modo ineccepibile?

Veniamo ora alla questione sociale. La speranza del ministro che McItaly convinca le persone ad abbandonare il cibo spazzatura in favore di un’alimentazione più sana pare una speranza assai vana. Il fatto che migliaia di ragazzi vadano spesso a mangiare nei fast-food non è un semplice dato di fatto, ma una realtà grave. In Italia si calcola che quasi il 35% degli abitanti sia sovrappeso, e che circa il 10% presenti problemi di obesità. Questo perchè si sta passando da una dieta equilibrata (la cosiddetta “mediterranea”) ad un modello industrializzato, quello che George Ritzer definisce “Mcdonaldizzazione del mondo”. Le persone comprano molto più spesso cibi “subito pronti” con l’illusione che questi alimenti siano genuini, diano un corretto apporto nutritrivo ma soprattutto lascino più spazio al tempo libero e facciano guadagnare il tempo “perso” per cucinare.

Gran parte della colpa di tutto ciò è attribuibile alla pervasività dei messaggi pubblicitari sparati in modo ubiquo dai media, messaggi che spesso creano distorsioni informative pericolose per le abitudini dei giovani. A difendere una corretta educazione per una vera scelta informata, oltre alla famiglia, entra in gioco un fondamentale agente sociale: le istituzioni. Tanto si investe per incoraggiare il consumo di frutta e verdura fresca, prodotti tipici cucinati come tradizione comanda, tanto viene sbandierato lo “slow-food”, tanto si promuove la corretta alimentazione attraverso cicli di educazione nelle scuole.

Perchè l’uomo responsabile delle politiche alimentari italiane ha scelto McDonald’s per rappresentare la qualità italiana? E’ questo il corretto messaggio che si vuole dare ai ragazzi?

Nel 2015 si parlerà di alimentazione globale attraverso una Esposizione Universale che avrà luogo nel nord tanto amato dal ministro. Un evento che vedrà l’Italia e la sua filiera agroalimentare sotto i riflettori del mondo intero come protagonista dell’alimentazione sostenibile.

Alla luce di tutto questo, caro Zaia, la tua è una caduta di stile che mai mi sarei aspettato.

I’m not lovin’ it!

Nicolò Cascinu

4 commenti Lascia un →
  1. camilla permalink
    febbraio 9, 2010 09:45

    a me fanno ridere perchè è anni che continuo a sentire e leggere articoli sul problema dell’obesità, soprattutto infantile e poi spacciano salute e qualità in cibo spazzatura?! w i controsensi

  2. febbraio 4, 2010 22:52

    Speriamo vada a fare il presidente del Veneto, così farà ingrassare i veneti dandogli hamburger padani. Un saluto da LO SPREMIACUME.

  3. Sergio permalink
    febbraio 4, 2010 13:25

    ottimo articolo…
    complimenti nicolò!
    s.

Trackback

  1. Guardian/Zaia: McPolemica con stalinismo? | speciale in Liquida

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